Per una settimana, quaranta studenti africani ed europei hanno progettato e realizzato prototipi di dispositivi medici. La scuola si è svolta nell’ambito del progetto UBORA, coordinato dal Centro di Ricerca dell’Università di Pisa “E.Piaggio”, che ha lo scopo di migliorare la qualità della sanità in Africa e Europa. L’ambasciatore Italiano in Kenya ha chiuso i lavori della scuola, dando a tutti appuntamento a Pisa nel 2018

Lo scorso 15 dicembre si è conclusa la prima Design School del progetto europeo UBORA, coordinato dal Centro di Ricerca dell’Università di Pisa  “E. Piaggio”, e che coinvolge partner europei ed africani con lo scopo di creare una piattaforma open source dove condividere progetti di dispositivi biomedicali studiati secondo gli standard di sicurezza europei, e che potranno essere messi a disposizione dei bioinegneri e dei meidci di tutti i paesi, europei ed africano, che ne avranno al necessità.
La scorsa settimana, presso l’Università del Kenya, quaranta studenti provenienti da vari paesi africani ed europei hanno seguito una settimana intensiva di corsi di progettazione e prototipazione dei dispostivi medici.

“Gli studenti – afferma la professoressa Ahluwalia, direttrice del Centro “E.Piaggio” e coordinatrice del progetto – hanno lavorato su casi reali per imparare a progettare e prototipare in maniera conforme all’attuale regolamentazione europea sui dispositivi medici, alternando le attività di laboratorio con lezioni tenute da studiosi di fama internazionale. “

La selezione dei partecipanti è avvenuta attraverso un concorso rivolto agli studenti di tutte le università partner del progetto, lanciato a Marzo 2017, che aveva come tema la riduzione della mortalità infantile. Ventisei borse di studio, a copertura delle spese di volo, vitto e alloggio, sono state messe in palio da UBORA, e quattro sono state vinte da studenti dell’Università di Pisa. I progetti premiati sono stati: un ciuccio per monitorare il respiro del bambino e ridurre i casi di morte improvvisa in culla ed uno per somministrare dei farmaci, un sistema per la conservazione del latte materno senza l’utilizzo di energia elettrica, ed un metodo per curare la sindrome del piede torto attraverso dei gessi stampati in 3D.

Il team UBORA di Unipi

La settimana di corso intensivo è stata chiusa dalla visita dell’ambasciatore Italiano in Kenya, che ha dato a tutti gli studenti appuntamento alla design School di Pisa 2018.

“Scuole di questo tipo –conclude la professoressa Ahluwalia - rappresentano una grande opportunità per i nostri studenti, sia africani che europei, che hanno avuto a disposizione conoscenze e nuovi strumenti di progettazione, e sono indispensabili per creare una comunità di studiosi che condivida un nuovo approccio alla creazione e produzione di dispositivi medicali basati sui bisogni reali delle persone.”

Per maggiori informazioni: http://ubora-biomedical.org

Da sinistra: Carmelo De Maria del Centro Piaggio, Angela Loi, delegata dell’ambasciata italiana, e la professoressa Arti Ahluwalia