Il progetto di Gemma Bettelani, 26 anni, consentirà ai ciechi di leggere libri e ha vinto un premio internazionale per l’innovazione

 

Pisa. Un tablet per leggere libri, per non vedenti. A progettarlo è una dottoranda dell’Università di Pisa, Gemma Bettelani, 26 anni di Sarzana, che con la sua idea ha vinto l’Innovation in Haptics Research, un finanziamento (fino a 10 mila dollari) a studenti di dottorato che propongono progetti innovativi nel campo dell’aptica, scienza che studia il senso del tatto. Il suo prevede la realizzazione di un dispositivo braille dinamico e portatile, per permettere anche ai ciechi la lettura. Readable (Reliable ElectromAgnetic DynAmic BrailLE) funziona grazie a un magnete che fa alzare i pallini che formano le varie lettere del braille, che compaiono in rilievo sullo schermo per essere poi «letti» con le mani. «I dispositivi braille meccanici finora prodotti spesso non hanno più di una riga, a causa degli alti costi di produzione — spiega Bettelani — Sono dispositivi in grado di cambiare dinamicamente le lettere, ma non riescono a convogliare molta informazione per volta. Il mio progetto crea una tavoletta a più righe, semplice e low cost, in cui i caratteri braille vengono attuati da un magnete che li fa andare su e giù ricevendo corrente. In questo modo è possibile cambiare le lettere braille in maniera dinamica e potenzialmente leggere su una sola tavoletta interi libri». Gemma, che da ragazzina voleva diventare tennista ma poi è diventata ingegnere, sta facendo il dottorato al dipartimento di Ingegneria dell’Informazione , al centro di ricerca Enrico Piaggio, all’avanguardia sullo studio e nella riproduzione del tatto in dispositivi artificiali e nella realtà virtuale. Il dispositivo, ancora allo stato di progetto, sarà stampato con stampante 3D per abbattere ulteriormente i costi. I non vedenti potranno quindi leggere e non solo ascoltare libri. «Nel mondo ci sono 285 milioni di persone ipovedenti, di cui 39 milioni non vedenti — afferma Gemma — La qualità della loro vita dipende anche dall’avere accesso a contenuti testuali e grafici usando altri sensi, per esempio l’udito e il tatto. È dimostrato che una modalità attiva di accesso al testo, basata sull’esplorazione tattile anziché sull’ascolto passivo, permette una migliore comprensione dell’informazione». Il dispositivo potrà essere anche usato per capire come anche le persone vedenti usano il tatto e quali informazioni riescono a percepire con le mani rispetto ai non vedenti. «Un campo di ricerca fondamentale per progettare dispositivi per agire nella realtà virtuale, ad esempio nella chirurgia a distanza o nell’intrattenimento».